L’autrice esamina la recente sentenza 5.3.2026 della CGUE in tema di assegno sociale ed esclusione dei titolari…
Teoria della discriminazione / Theory of discrimination
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L’autore esamina la sentenza 18.12.2025 della CGUE che fornisce importanti indicazioni sulla nozione euro-unitaria di origine etnica…
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Un “aggiramento”, da parte del giudice di merito, della sentenza 15/2024 della Corte Costituzionale.
1.Le due pronunce del Tribunale di Milano 16.7.25 e del Tribunale di Bologna 10.7.2025, in tema di…
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Abstract L’articolo mira ad aggiornare il Lettore sui più recenti orientamenti giurisprudenziali in merito alla sussistenza o…
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1. Le conclusioni dell’avvocata generale Tamara Capeta nella causa C-417/23 presentano numerosi motivi di interesse. La vicenda…
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Con la decisione in commento, il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR Emilia-Romagna (sez. I)…
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Due le questioni decise con la sentenza n. 143 del 2025 dalla Corte costituzionale sull’incidente di costituzionalità…
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Con sentenza 29.7.2024 nelle cause riunite C-112/22 e 223/22, la Corte di giustizia ha dichiarato che il requisito di 10 anni di residenza in Italia per accedere al reddito di cittadinanza (RDC) previsto dal D.L. 4/2019 è in contrasto con l’obbligo di parità di trattamento di cui all’art. 11, par. 1, lettera d) della direttiva n. 2003/109. Secondo la Corte, tale discriminazione (da considerarsi indiretta perché il requisito era previsto anche per i cittadini italiani) non è giustificata dalla finalità di riservare la prestazione solo ai lungo soggiornanti che siano residenti da più lungo periodo e pertanto, secondo l’argomentazione proposta dall’Italia in difesa del requisito del soggiorno, maggiormente integrati.
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L’Autrice esamina il ruolo svolto dalle norme internazionali del lavoro adottate dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e dalle pronunce degli organi di supervisione dell’OIL nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in materia di discriminazione. Il contributo si conclude con una riflessione sui vantaggi, e le relative ragioni, dell’integrazione di tali fonti nel processo decisionale della Corte di Strasburgo e nell’interpretazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
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Nota di redazione a Cassazione 14836/2023 inerente a molestia discriminatoria per origine etnica a mezzo social media