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by Magli

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C. App.Venezia 27.2.2026, pres. rel. Gasparini, XY (avv. Mason) c. Comune di Treviso (avv.ti Coniglione e De Sabbata)

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Accesso agli alloggi pubblici – Requisito del permesso di soggiorno di durata almeno biennale – art. 40 c. 6 TU Immigrazione – diritto alla parità di trattamento con il cittadino italiano - art. 12, par. 1 direttiva 2011/98/UE - prevalenza del diritto dell’Unione – facoltà di deroga – mancato esercizio - disapplicazione della norma interna – discriminazione per nazionalità – sussistenza – diritto all’inserimento in graduatoria del titolare di permesso infra-biennale – sussistenza – collocazione in graduatoria in posizione non utile per ottenere l’alloggio – irrilevanza.

Costituisce discriminazione in ragione della nazionalità la previsione contenuta in un bando per l’accesso agli alloggi pubblici che - in applicazione dell’art. 40 c. 6 , TU Immigrazione e dell’art.25, comma 1, L.R. Veneto n.39/2017 – prevede quale requisito di accesso la titolarità di un permesso di soggiorno almeno biennale anche per i titolari di permesso unico lavoro; tali titolari, infatti, godono del diritto alla parità di trattamento con i cittadini italiani in forza dell’art. 12, par. 1, lettera g) che deve quindi trovare applicazione anche per i titolari di un permesso rientrante in tale categoria, ma di durata inferiore al biennio. In forza del primato del diritto dell’Unione, al quale anche la PA e non solo il giudice è tenuto a conformarsi, la previsione del diritto unionale, essendo dotata di efficacia diretta, deve ritenersi direttamente applicabile, a nulla rilevando la facoltà di deroga prevista dal par. 2 del predetto art. 12, atteso che lo Stato italiano, nel recepire la direttiva con il d.lgs.40/2014 non ha manifestato la volontà di avvalersi di tale facoltà di deroga. Ne segue l’accertamento del diritto del titolare di permesso unico lavoro infra-biennale ad essere inserito in graduatoria, restando irrilevante che ciò comporti o meno, in relazione al punteggio conseguito, l’assegnazione di un alloggio.

Access to public housing – Requirement of a residence permit of at least two years’ duration – Article 40(6) Immigration Consolidated Act – right to equal treatment with Italian nationals – Article 12(1) of Directive 2011/98/EU – primacy of EU law – option to derogate – not exercised – disapplication of national provision – discrimination on grounds of nationality – established – right of holder of a permit of less than two years’ duration to be included in the ranking list – established – placement in a non-qualifying position for allocation of housing – irrelevance.
The provision contained in a public call for applications for access to public housing which—pursuant to Article 40(6) of the Immigration Consolidated Act and Article 25(1) of Veneto Regional Law No. 39/2017—requires, as a condition of access, possession of a residence permit of at least two years’ duration, including for holders of a single work permit, constitutes discrimination on grounds of nationality. Holders of a single work permit enjoy the right to equal treatment with Italian nationals under Article 12(1)(g) of Directive 2011/98/EU. That provision must therefore also apply to holders of permits falling within that category but having a duration of less than two years. By virtue of the primacy of EU law, to which public authorities as well as courts are bound to give effect, the relevant EU provision—being directly effective—must be applied directly. The option to derogate provided for in paragraph 2 of Article 12 is irrelevant, since, when transposing the Directive by Legislative Decree No. 40/2014, the Italian State did not express any intention to avail itself of that derogation. It follows that the holder of a single work permit of less than two years’ duration is entitled to be included in the ranking list, regardless of whether, in light of the score obtained, such inclusion results in the actual allocation of housing.

Testo del provvedimento