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Corte App. Milano sez. lav. 21.10.2025, pres. rel. Casella, M.I. + 5 (avv.ti Guariso e Neri) c. INPS (avv.ta Omodei Zorini).
| | |Reddito di cittadinanza – sentenza della Corte Cost. n. 31/2025 – titolari di residenza quinquennale – sussistenza del diritto – falsa dichiarazione relativa al requisito decennale, resa in sede di domanda – irrilevanza – residenza di fatto di durata superiore alla residenza anagrafica – rilevanza – conseguenze - ordine all’INPS di cessare la discriminazione e adeguarsi alla sentenza n. 31/2025 per tutti i residenti ultra-quinquennali – ammissibilità.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 31/2025 coloro che avevano richiesto e ricevuto il RDC pur non avendo il requisito di residenza decennale, ma avendo il requisito di residenza quinquennale, hanno diritto di trattenere quanto già ricevuto e di ottenere il pagamento delle mensilità residue, a nulla rilevando che, in sede di domanda, gli stessi abbiano falsamente dichiarato di avere il requisito decennale, trattandosi di falsa dichiarazione non finalizzata a percepire indebitamente la prestazione (che sarebbe comunque dovuta) e pertanto irrilevante sia sul piano penale, sia sul piano civile; inoltre, ai fini della valutazione del requisito di residenza quinquennale, ciò che rileva è la residenza di fatto, che può essere provata dal beneficiario anche in contrasto con la residenza anagrafica che costituisce una mera presunzione, superabile con prova contraria. In assenza di disposizioni dell’INPS volte ad adeguarsi alla predetta sentenza n. 31/2025 il Giudice, anche in presenza di ricorsi individuali, può ordinare all’Istituto, di cessare la condotta discriminatoria riconoscendo la prestazione ai cittadini eurocomunitari in possesso del requisito di residenza quinquennale, che abbiano posizioni ancora aperte.
Basic income– Constitutional Court judgment no. 31/2025 – holders of five-year residence – existence of the right – false declaration concerning the ten-year residence requirement, made in the application – irrelevance – de facto residence longer than registered residence – relevance – consequences – order to INPS to cease discrimination and comply with judgment no. 31/2025 for all residents with more than five years’ residence – admissibility.
Following Constitutional Court judgment no. 31/2025, individuals who applied for and received the basic income without meeting the ten-year residence requirement, but who did meet the five-year residence requirement, are entitled to retain the amounts already received and to obtain payment of the remaining monthly instalments. It is irrelevant that, at the time of application, they falsely declared that they satisfied the ten-year requirement, since this false declaration was not made with the aim of unlawfully obtaining the benefit (which was in any event due), and is therefore irrelevant both from a criminal and civil-law standpoint.
Furthermore, for the purpose of assessing the five-year residence requirement, what matters is actual residence, which the beneficiary may prove even in contradiction with registered residence, the latter being a mere presumption that can be rebutted by contrary evidence.
In the absence of INPS measures implementing the aforementioned judgment no. 31/2025, the Judge, even in the context of individual claims, may order the Institute to cease the discriminatory conduct and to recognise the benefit for EU citizens who meet the five-year residence requirement and whose administrative positions are still pending.